Appreciative Pedagogy. Promuovere il cambiamento valorizzando i punti di forza

A cura della Dott.ssa Liliana Colletti




Lo scorso weekend ho partecipato al workshop di formazione riguardante l'Appreciative Pedagogy tenuto dal pedagogista Fabio Olivieri, docente presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre.


Il luogo dove ci troviamo non è casuale, veicola pensieri e significati e nella formazione ha una certa importanza. Ci siamo incontrati a Milano, presso gli spazi di Ostello Olinda. Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di ricostruire la storia e l'identità delle persone e insieme di riconvertire gli spazi chiusi dell'ex Ospedale Psichiatrico in luoghi aperti per una diversa accoglienza.

Questo clima si avverte appena entrando, accolti da un giardino che riesce a conservare il suo naturale aspetto selvaggio con l'essenza della cura vitale.

Anche l'edificio dell'ostello è costruito intorno a uno spazio verde centrale, che permette di respirare e di alzare lo sguardo al cielo sovrastante.



Vista dall'alto del giardino interno di Ostello Olinda


Cos'è l'Appreciative Pedagogy



L'Appreciative Pedagogy è un approccio pedagogico di consulenza individuale, familiare e organizzativa caratterizzato dal riconoscimento dei funzionamenti positivi delle persone e dei sistemi organizzativi che stanno affrontando un problema.

L'assunto di fondo è che partendo da uno sguardo positivo dei punti di forza, invece che dai deficit, si hanno maggiori possibilità di uscire dalle situazioni di crisi.


Se non vediamo il potenziale nelle persone, se non le sopravvalutiamo, non permetteremo loro di rendersi migliori.


Come confermano le ricerche sull'effetto Pigmalione, se l'insegnante crede che un bambino sia meno dotato lo tratterà, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri e il bambino, interiorizzando il giudizio, tenderà a diventare proprio come l'insegnante lo aveva immaginato.


Affronta lo stesso argomento Viktor Frankl, durante questa conferenza, affermando che "se prendiamo l'uomo per quello che è lo rendiamo peggiore, ma se lo sopravvalutiamo lo promuoviamo a ciò che può essere realmente".




Desidero lasciare a voi lettori uno stimolo per la riflessione sul tema, scritto da Andrea Prandin nel libro Re-inventare la famiglia. Penso che sintetizzi concretamente e intensamente questo cambio di prospettiva.


Mentre la madre reitera il suo racconto sul figlio di otto anni, “intrattabile, oppositivo, insopportabile”, le chiedo se ci sia un momento della giornata in cui le appare diversamente. “È bravo solo quando dorme!”. A un primo sguardo questa risposta può sembrare ironica se non provocatoria, ma uno sguardo “poetico” me la fa apparire interessante e carica di possibilità. Mi incuriosisco e le chiedo com’è il figlio quando dorme: "Me lo descrive? Come respira? Cosa le ricorda? Chi le ricorda?" E così via. Le propongo poi di guardarlo più spesso, di farlo tutte le sere e tenere un diario segreto…



Questo articolo di apertura richiama la filosofia del mio Studio Pedagogico con il motto e l'immagine metaforica "Sognare per Crescere", perché per crescere e far crescere migliori è necessario alzare lo sguardo e i pensieri, immaginare e sognare ciò che non si scorge (ancora) nella realtà.


Il lavoro del mio Studio Pedagogico è finalizzato a due scopi:

- di prevenzione, con la creazione di uno spazio di riflessione e di dialogo intorno ai processi educativi, formativi e di apprendimento per promuovere la cultura dell'educazione;

- d'intervento, con la consulenza e con la progettazione pedagogica rivolta alle persone, alle famiglie e alle organizzazioni coinvolte in questi delicati e complessi processi.



Sarò lieta di leggere i vostri commenti e le vostre curiosità.

Dott.ssa Liliana Colletti


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